Ballarò è un mercato in pieno centro a Palermo. Nel quartiere dell’Albergheria a due passi da chiese e monumenti storici si estende un enorme ammasso colorato di bancarelle. Colori, odori e rumori incessanti, rumori di persone provenienti da ogni parte del mondo, un massa uniforme che si agita istericamente.
Radio Ballarò nasce proprio a due passi dal mercato in un vecchio appartamento con i muri che cigolano, un freddo incredibile l’inverno e un’umidità agghiacciante d’estate. Nella primavera del 2009 due amici si mettono insieme con un unico obiettivo: diffondere musica in rete, liberamente. L’idea che sta alla base del progetto è proprio quella di due appassionati di musica (Carlo e Simone) che, da musicisti di primo pelo, si mettono in testa di far incontrare sul web le realtà musicali più nascoste della città. La scena live palermitana è viva e fervente. È stato facile quindi coinvolgere immediatamente artisti di ogni tipo: dal hip-hop al metal, ogni lavoro amatoriale viene spedito ad un mail e caricato su dei player nel sito www.radioballaro.com.
In brevissimo tempo le ore di musica caricata sul server aumentano a dismisura e per poter raccontare la storia di ogni band e di ogni artista si decide di improvvisare delle trasmissioni live (Radio Ballarò Live .. da Ballarò). Coinvolgendo in prima persona gli artisti si crea immediatamente un circuito di utenti che ogni domenica dalle 18:00 alle 20:00 ascolta le novità musicali cittadine. Lo straordinario poter del web allarga in breve tempo il giro di artisti. In Sicilia non ci sono molte web radio che trasmettono solo musica emergente per questo il sito diventa un ritrovo per artisti catanesi, messinesi, trapanesi e agrigentini. Su Radio Ballarò puoi ascoltare ore intere di musica senza nessuna interruzione pubblicitaria e senza limitazioni di genere. Uno spazio neutro, libero, una comunità di appassionati che attraverso la live chat comunica e scambia opinioni. Con il successo di ascolti e di seguito la Radio intraprende una strada che si dimostrerà vincente: promuovere le nuove forme di diritto d’autore.
Grazie all’importante collaborazione con il Fronte Popolare per la Musica Libera (realtà laziale) si conosce un nuovo modo di interpretare l’arte in tutte le sue forme. In questo caso la musica viene autoprodotta e distribuita attraverso il web. Il FPML utilizza da tempo questi canali e raccoglie gli artisti delle realtà laziali in una compilation con un unico motto: “L’arte non è una merce!”. Lo stile di produzione indipendente Do It Yourself riprende i movimenti di musica punk degli anni Ottanta ed è quello promosso dalle nuove realtà in espansione su tutto il territorio nazionale. Grazie al Fronte Popolare si conoscono innumerevoli portali con musica rilasciata con licenze libere (su tutti Jamendo.com). Per volere degli stessi artisti la musica può essere anche scaricata e utilizzata dagli utenti per scopi non commerciali. Radio Ballarò incrementa ancora di più il flusso di musica e ad oggi conta quasi una settimana di musica totalmente inedita ed emergente. La ricerca di suoni nuovi e lo straripare di MP3 nella mail della Radio intensificano ancora di più il progetto che si arricchisce di tante altre realtà che sfruttano le nuove forme di diritto d’autore autogestite. Oltre alle Netlabel come Brusio (Palermo), Subcava Sonora (Napoli) e SubTerra (Viterbo) si viene a creare un circuito di Copyleft Web Radio sul territorio nazionale. Anche qui da Nord a Sud le realtà sono veramente tante e ognuna si caratterizza per impegno e passione.
Gli esperimenti di “Trasmissioni a reti unificate” (progetto proposto per la prima volta da Radio Ballarò in occasione del concerto napoletano della rock band Sula Ventrebianco) sono forse il risultato più grande che il circuito è stato in grado di produrre in questi anni. Anche qui la libera condivisione dei contenuti e la passione di alcuni “smanettoni” del web ha reso possibile un risultato incredibile: l’invasione della rete con eventi e incontri. Forse l’unica pecca di questo movimento è stato lo snobismo di molte realtà già affermate. Più che altro artisti che non hanno forse compreso a pieno l’efficacia della distribuzione indipendente e in particolare dei meccanismi di Fidelity derivati dai free download.
Di contro però, con l’aggravarsi della insostenibile situazione di monopolio nella raccolta dei compensi, molte web radio commerciali hanno preferito non rinnovare le loro licenze con SIAE e iniziare a riempire i loro palinsesti e le loro programmazioni di musica con licenze d’uso libere rilasciate da Creative Commons. L’organizzazione no-profit di Lessing fornisce uno strumento semplice per una tutela autonoma del diritto d’autore, semplificando le leggi sul Copyright in poche clausole comprensibili a tutti. Se a queste si aggiungono anche le nuove possibilità di deposito digitale legale di un’opera (Marcatura Temporale, art. 15 comma 2 della legge n. 59/1997) il gioco è fatto: le società di gestione collettiva dei compensi servono a poco e a pochi, e i classici circuiti di musica sono diventati troppo commerciali per promuovere musica emergente di un certo livello. Come in un mercato libero la musica su Internet si scambia e si può anche vendere in modo semplice e soprattutto autonomo, senza aggravare i costi di produzione e distribuzione con intermediari di alcun tipo. Aspettando una liberalizzazione del mercato Radio Ballarò e le altre realtà, proprio come in un grande mercato popolare, forniscono delle alternative libere e soprattutto legali, perché il bello è proprio quello di trovare delle alternative all’interno della legge, fregandola. Recentemente si sta dibattendo sulla possibilità di creare anche un business etico intorno alle web radio in Copyleft, con sponsor “moralmente sostenibili” capaci di ampliare il circuito alternativo retribuendo anche gli artisti. Una nuova possibilità su cui ancora pochi visionari stanno scommettendo. Lo sviluppo di circuiti indipendenti dipenderà in larga misura dalla volontà di sfruttare le nuove realtà da parte di artisti ed utenti. Il libero mercato della musica è aperto 24 ore su 24 e ovviamente c’è posto per tutti.
Carlo Nix

BELL’ARTICOLO….COMPLIMENTI!!! GRANDE RADIO BALLARòòòòò!!!!!!